Crea sito

L’associazione ‘AnXur Tarracina’ presenta: ‘il decreto dei Pontefici’

Oggi ci occuperemo di un importante reperto archeologico conservato a Terracina presso l’IPS Alessando Filosi.
L’istituto è stato fondato nel 1917 ma, la sede in Via Roma in cui attualmente si trova, è stata negli anni ’30 del secolo scorso la sede del museo civico di Terracina.

Quando il museo venne trasferito alcuni importanti resti sono rimasti negli attuali locali dell’istituto vista la difficoltà a trasportarli con sicurezza nel nuovo museo.

Uno di questi manufatti è “il decreto dei Pontefici”.

Si tratta, nello specifico, di due piedritti di epoca Romana che appartenevano ad un antico portale che introduceva probabilmente in un area sepolcrale religiosa.
Venne scoperto nel 1880 sulla “Strada delle Scifelle” in un terreno di Pio Capponi ed erano posti nei pressi di questo sentiero antico che portava in fondo alla Valle di Terracina.

Questi piedritti sono molto importanti perchè l’iscrizione posta su essi contiene un decreto dei Pontefici datato tra il 101 d.C. e il 250 d.C.
I decreti dei Pontefici sono molto rari e si trattava in pratica di autorizzazioni che venivano rilasciate a persone che facevano richiesta per la sistemazione di un sepolcro (manutenzioni, riesumazioni e spostamento
delle ceneri)

Le autorizzazioni per queste attività partivano direttamente da Roma.
La rarità di questo manufatto sta anche nella formula usata nell’iscrizione che richiama anche dei sacrifici propiziatori. Infatti, prima di ricostruire il monumento funebre, in questo caso si sarebbe dovuto sacrificare una pecora di colore scuro che sarebbe stato di buon auspicio per purificare l’area sepolcrale.

Dalla epigrafe si deduce che si trattava della tomba di una Fanciulla. 
Altro fatto rilevante e che nello scritto si rilevano diversi errori sia nella grammatica che nella sintassi, errori tipici che si riscontrano nel Latino tardo.

Riportiamo di seguito una interpretazione dell’iscrizione tra le più accreditate.

Purtroppo è sempre difficile decodificare con certezza il testo originale su manufatti cosi antichi e fortemente usurati dal tempo.

Sul piedritto sinistro:

[D(is)] M(anibus) [s(acrum)].
[C]ollegi[u]=
m pon[ti]=
[f]icum d[e]=
crevit: si e=
a ita sunt
que libelo
[c]ontene=
ntur, pla=
cere per=
[- – -]re puela=
[m d(e)] q(ua) agatu=
[r s]acelo

Sul piedritto destro:

[eximere et i]ter=
[um ex] pra=
[escr]ipto
[d]eponer=
e et script=
uram titu=
li at prist=
inam for=
mam rest=
ituere, pia=
culo prius
dato operi=
s faciend=
i ove atra.

Il senso dell’iscrizione è il seguente: decretare Sacro agli Dei Mani Il
Collegio dei Pontefici ha deciso, se così stabiliscono le norme contenute nel
decreto, che sia opportuno (…) la fanciulla di cui si tratta, toglierla dal
sacello e deporla di nuovo in base alla norma, e rifare l’iscrizione secondo la
forma originaria, avendo offerto un sacrificio espiatorio con una pecora scura,
prima di compiere l’opera.

L’Associazione AnXur Tarracina ringrazia il dirigente scolastico
Anna Maria Masci e il personale della scuola che ci hanno gentilmente permesso
di fare i rilievi fotografici del manufatto.

Articolo a cura della Associazione Anxur Tarracina.

Foto a cura di Andrea Longo
Testo e Grafiche a cura di Paolo Alberto Giannetti.

Di seguito il nostro modello in 3D del manufatto Romano: