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Nov 132019
 
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Terracina, una città cosmopolita.

Segue traduzione, a cura di Paolo Alberto Giannetti, di un articolo apparso qualche giorno fa sul sito internet della università Ludwig Maximilian di Monaco inerente ai recenti scavi nell’area del tempio c.d. di Giove Anxur.

In un nuovo progetto di scavo condotto da ricercatori tedeschi e italiani, gli archeologi della LMU (Università Ludwig Maximilian di Monaco) Paul Scheding e Francesca Diosono hanno scoperto prove che suggeriscono che Terracina fu il sito del primo tempio ellenistico nella regione.

In una altura, sopra l’antica città di Tarracina (ora Terracina) a sud di Roma, un tempo c’era un santuario a terrazze su larga scala che comprendeva un piccolo tempio. L’edificio offriva un’ampia prospettiva sul porto da un lato e sulla Via Appia, il collegamento più importante della città con Roma, dall’altro.

Nel corso di un progetto di scavo che dovrebbe durare tre anni, Paul Scheding e Francesca Diosono dell’Istituto di archeologia classica presso la LMU di Monaco concentreranno la loro attenzione principalmente sul piccolo tempio.

Attualmente sono stati in grado di ricostruirne l’esatta estensione, il che ha permesso loro di confermare che la struttura fu costruita nel II secolo a.C.

Ciò la rende la più antica struttura ellenistica di questo tipo nel Lazio e forse il primo tempio a terrazze della regione.

“Il tempio sottolinea l’importanza di Tarracina a quel tempo”, afferma Scheding.

La città era ovviamente in contatto con le più importanti città ellenistiche del Mediterraneo, anche prima della conquista Romana del Lazio.

Il tempio stesso e Monte Sant’Angelo, la collina su cui fu eretto, un tempo era riservato alle cerimonie religiose.

Gli scavi hanno anche confermato che la facciata del tempio era orientata, non verso il porto, ma verso la Via Appia e la città sottostante.

“In importanti festività, le processioni lasciavano la città e si arrampicavano sulla collina fino al tempio”, afferma Scheding, e anche mercanti e viaggiatori hanno visitato il tempio.

Gli archeologi non hanno ancora identificato il dio a cui era dedicato il tempio.

Il santuario è associato a un numero insolitamente elevato di cisterne, ma ciò per cui era necessaria l’acqua rimane poco chiaro.

traduzione dal link:
http://www.en.uni-muenchen.de/news/newsarchiv/2019/scheding_terracina.html?fbclid=IwAR1hV6RLvVhQZvq6oscBsNkmpITc8SzzWHVGbUbhezb_BqStSeqkqhIoHvM

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